Il trallalero genovese è un genere di canto tradizionale a più voci che si esegue senza accompagnamento di strumenti. È realizzato da un gruppo di voci maschili (canterini) che si aggregano in formazioni chiamate squadre. Il numero dei componenti varia da otto (numero ideale) a dodici-tredici elementi. Ogni squadra è formata da quattro solisti e un gruppo di bassi. Le voci soliste sono: il contralto (o contraeto), il tenore (o primmo), il baritono (o controbasso) e la chitarra vocale (a chitära).

Non esistono partiture scritte, anche se lo studio assiduo durante le prove riduce l’improvvisazione esecutiva al minimo, per cui si potrebbe parlare di una partitura insegnata, imparata e tramandata oralmente.

La definizione trallalero si riferisce a un brano del repertorio più tradizionale, giunto sempre anonimo con testo solitamente in italiano. Pochi i trallaleri in dialetto, probabilmente più recenti. Le parole dei trallaleri antichi venivano prese qua e là da esiti in origine più lunghi. Una volta ridotti e adattati, i brani venivano integrati intercalando le parole rimaste con sillabe la-la-la secondo variabili rapportate alla fantasia e la capacità interpretativa dei canterini. Una parte molto consistente del repertorio è rappresentata da brani d’autore in lingua genovese inseriti nel canto di squadra dagli anni Venti in poi o da adattamenti di brani a diffusione nazionale: l’opera lirica, conosciuta attraverso i teatri minori e i loro loggioni frequentati dal popolo, e la canzone leggera italiana, diffusa in tempi diversi con i dischi e dalla radio.  

 

Il trallalero ha tuttora origini incerte. Canterini nati agli inizi del Novecento ricordavano di aver conosciuto questa tradizione da giovani anziani che, a loro volta, avevano iniziato a cantare nei loro anni giovanili, quindi sicuramente alla metà dell’Ottocento.
Tra le ipotesi  la più verosimile è quella che propende per un’origine di terra: si tratta di un canto nato e sviluppatosi in un contesto conviviale (osteria) dove le donne non avevano alcuna frequentazione. La disposizione in cerchio deriva con ogni plausibilità da quella dei cantori attorno ad un tavolo, disposizione necessaria per guardarsi e osservare proprio il movimento delle labbra alla ricerca della migliore intesa fra i singoli. 

Il trallalero è un canto senza una funzione specifica, se non quella ludica. Si è perfezionato nel tempo sotto la guida di soggetti dotati di molto orecchio o, anche, di una certa conoscenza della musica.

La tendenza virtuosistico-strumentale del trallalero si spiega con la tendenza del tutto urbana della musica tradizionale che diventa vera e propria musica da concerto. Elemento particolarmente coinvolgente è quello ritmico affidato al baritono e alla voce chitarra. Lo stile, la cadenza, l’inflessione, in particolare delle voci di tenore e contralto, costituiscono un insieme senza alcuna affinità con altre polifonie. La sezione dei bassi, unisona, aumenta nell’esecuzione i tratti virili del sesso maschile. Il Trallalero è cantato solo da uomini con rare eccezioni, in tempi più recenti, per la voce di contralto.

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